Sentiero della Natura 2009: Sentiero dei Fiori 2008

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Flora del Canyon di Noravank

La flora del canyon di Noravank

La flora di Noravank e' abbastanza varia e interessante e la sua preservazione e' cruciale non solo per le piante rare che crescono sul territorio ma anche per unа serie di piante selvatiche affini alle rare piante indigene. Esse includono i predecessori del Pero Coltivato (Pyrus caucasica), Pero Indigeno (P. Takhtajanii, P. medredevii), Pero Ordinario (P. salicifolia), Noce da Frutto o Noce Bianco (Juglans regia), Pistacchio Selvatico (Pistacia mutica), Uva Selvatica (syevestris), Ciliegio Selvatico (Cerasus mahaleb, C. incana), un'insolita varieta' del Prugno Selvatico e Mandorlo (Prunus divaricata, Amygdalus fenzliana), Oleastro (Elaeagnus anugustifolia), Lenticchia Selvatica, Pisello, Cipolla, e delle altre specie.

In un piccolo terreno boschivo lungo le rive del fiume di Gnishik ci sono specie rare di Tamarix (Tamarix kotschyi e piu' diffuso T. ramosissima), Crespino (Berberis turcomanica), Clematis (Clematis orientalis, C. vitalba) e alcune specie di Biancospino (raramente Crataegus meyeri, C. pallasii e piu' diffusi C. orientalis, C. pentagyna).

Sulle cime delle roccie sulla riva sinistra del fiume di Gnishik si possono trovare rare specie di Tomanthea (Tomanthea daralaghezica, Cousinia daralaghezica), membri unici della famiglia di Campanelle (Michanxia laevigata) con infiorescenza alta piu' di due metri, e anche membri della famiglia di Asteracee (rare specie di Serratula serratuloides, Jurinea arachoidea, J. pulchella e altre).

Sui pendii calcarei del canyon, nelle fessure delle roccie si trovano specie rarissime della famiglia di Campanelle (Campanulaceae – Campanula coriacea, C. karakuschensis, C. takhtajanii), ed i boccioli dell'elegante Garofano Rosso (Dianthus orientalis).

Il canyon di Noravank ospita molte specie di erbe medicinali come la Parietaria judaica (Parietalia judaica) e la Scrofularia (Scrophularia rupestris), una meravigliosa erba medicinale che cresce nelle fessure delle roccie e si usa come una medicina omeopatica per dissolvere i calcoli del rene. Un'altra erba medicinale importante che cresce ai piedi delle roccie alte e anche nelle boscaglie riparie e' la "Mandragola" o il "Luppolo", una medicina omeopatica per curare la "Malattia Armena", che come la "Malattia Greca" o "Malattia Ebraica" colpisce le culture antiche. La Brionia (Bryonia alba) e' ancora considerata utile in piccole dosi per la tosse, influenza, bronchite, polmonite, ed e' stata anche consigliata per curare la pleurite e la pertosse alleviando il dolore e attenuando la tosse.

Nel canyon si possono anche trovare molti alberi scuri o alberi con la corteccia nera, cosidetti Celtis caucasicus, alberi con legno duro e con la corteccia distintiva. Il legno dell'albero e' cosi' pesante che affonda se messo sull'acqua – una cosa rara per gli alberi. Il Celtis era considerato un albero sacro dai tempi antichi, gli armeni credevano che l'albero impediva agli spiriti di portare disgrazia. Gli armeni antichi usavano il legno nero e pesante per fare amuleti, rosari e altri attributi sacri, ma soprattutto un amuleto a forma di mezzaluna infilato sul collo dei bovini.

Testo originale a cura di Eleonora Gabrielyan, Presidente della Società Botanica d’Armenia.