Agarak

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Agarak 1: Storia

Nelle zone a sud del monte Aragaz, sulla sponda occidentale del fiume Amberd, con i suoi 200 ettari (dei quali 118 all'interno del parco nazionale) si estende uno dei piu' interessanti monumenti dell'antica Armenia: il parco nazionale storico-culturale di Agarak. Questo luogo viene scavato dal 2001 dall'equipe dell'Istituto di Archeologia ed Etnografia della Repubblica Armena.

Una delle caratteristiche principali dell'antico luogo di Agarak e' il fatto che in tutta la zona e nei dintorni vi si trovano costruzioni scavate nella roccia, con complessi enormi la cui gran parte risale all'antica eta' del bronzo della residenza di Agarak. Usando le caratteristiche del rilievo locale gli abitanti antichi di Agarak trasformarono i massi colossali in un grande complesso di edifici rocciosi.

Seguendo il corso del fiume Amberd troviamo delle grandi rocce levigate e isolate, degli anfratti nel tufo, dei massi e delle piattaforme rocciose che continuano ininterrottamente su decine di ettari. Sono levigate anche le parti frontali delle rocce e delle piattaforme. Ci sono nicchie rocciose, piattaforme a forma di gradini che portano verso nicchie e strutture di svariati significati.

Grazie a tutte queste strutture che includono una serie di scavi a forma di cerchio, di ferro di cavallo, di canali che si uniscono o di trapezoidi “altari del sacrificio”, il paesaggio naturale e' diventato un gigantesco monumento. Queste strutture si alternano con strutture artificiali che si estendono nelle zone delle piattaforme e nello spazio tra di loro.

Prima degli scavi in Agarak non c'era nessun altro esempio in Armenia simile a questo “paesaggio rituale” che occupa un territorio di 200 ettari. Esempi di questo fenomeno culturale sono conosciuti nei monumenti ittiti-frigi del centro dell'Asia Minore (Khattusa-Boghazkyoy, “citta' di Midas”, Pishmish Kale, Assar Kale, Kyohnyush Kale, Avdilas Kale, Yazlkaya, Osmankayassi, Ghiavurkale, Beyikyoy, ecc.).

La maggior parte delle strutture di pietra sopracitate dell'Asia Minore riprendono quelle di Agarak. Secondo il parere degli archeologi che studiano i monumenti, le piattaforme ricche di questo tipo di strutture sono costruzioni di culto, di adorazione. Alcuni studiosi le considerano di cultura ittita, altri invece, di cultura frigia, ricongiungendole con l'adorazione di Cibele, la Grande Madre degli Dei, governatrice delle montagne, degli animali e delle foreste, regolatrice della loro fertilita' inesauribile.


Il testo e' fornito dall'Istituto di Archeologia ed Etnografia dell'Accademia Nazionale delle Scienze della Repubblica d'Armenia.