Akhtala

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Akhtala 2: La storia

 La storia

Akhtala fu costruita alla fine del 10˚ secolo dai Bagratunidi di Kiurike che discendevano da Gurghen (Kiurike nel dialetto di Gugark). Kiurike era figlio del re Ashot III Voghormaz (Misericordioso) e della regina Khosrovanush che fondarono i vicini monasteri di Sanahin e Haghpat. I fratelli di Kiurike erano Smbat II Tieserakal (Dominatore del mondo) e Gaghik I Bagratuni; gli anni del suo regno si considerano il periodo più prosperoso della dinastia dei Bagratuni.

Quando il regno di Tashir-Zoraghet fu distrutto dalle invasioni dei selgiuchidi, i Kiurikian emigrarono a Tavush e Meznaberd, mantenendo tuttavia dei legami con la fortezza di Akhtala fondata dai loro predecessori.

Le origini di Akhtala risalgono all'età del bronzo e del ferro. Tra il 1887 e il 1889 l'archeologo francese Jacques de Morgan scoprì vicino ad Akhtala 576 tombe di pietra rettangolari insieme a oggetti di argilla, bronzo e ferro risalenti all'8˚ secolo a. C., mentre per la presenza del rame, abbondante in montagna, l'area fu riconosciuta come una delle riserve più antiche di metallo della regione. Secondo gli storici del 13˚ secolo Kirakos Ganzakezi e Vardan Arevelzi quell'area veniva chiamata "Pghnzahank" (miniera di rame) a causa di questi ricchi giacimenti.

Nel 1180 Pghnzahank divenne proprietà di Ivane Zakarian. Mentre il fratello Zakare era rimasto fedele alla Chiesa Apostolica Armena, Ivane, che aveva scelto l'ortodossia bizantina (Calcedonese) alla corte georgiana (che l'aveva adottata nel 7˚ secolo), trasformò Pghnzahank in monastero calcedoniano. Gli Zakarian fecero si che alcuni monasteri del nord dell'Armenia passassero alla fede calcedoniana o all'ortodossia greca (bizantina); tra questi, il più importante è Akhtala. Pghnzahank era il centro religioso degli armeni calcedonesi e anche centro di formazione armeno-georgiano.

Dal tardo 18˚ secolo ad oggi il monastero è servito all'etnia greca che si insediò in Akhtala per lavorare nelle miniere d'oro e d'argento. Nel 1763 il re georgiano Herakl II spostò circa 800 famiglie greche da Gümüşhane nell'impero ottomano ad Akhtala. I greci chiamavano il monastero "Meramani" e i minatori hanno lasciato iscrizioni in lingua greca sulle pareti del monastero. Nel 19˚ secolo Akhtala divenne proprietà della famiglia armena dei principi Melikov.

Attualmente il monastero è visitato dai pellegrini armeni, greci e georgiani soprattutto tra il 20 e il 21 settembre. Akhtala costituisce uno dei più notevoli esempi di monasteri affrescati dell'Armenia.


Testo originale a cura del Comitato Nazionale d`Armenia del Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti (ICOMOS) e la Santa Sede di Echmiazin.