Akhtala

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Akhtala 5: Affreschi di S. Astvazazin. Presenze di uomini celebri

Affreschi di S. Astvazazin

Lo strato inferiore degli affreschi di S. Astvazazin sono dell'11˚ secolo con le caratteristiche tipiche della miniatura armena, in particolare quelle dei “Vangeli di Mughni”. La colorazione è caratteristica dell'arte bizantina mentre i temi sono piuttosto della miniatura armena. Gli affreschi del 13˚ secolo e quelli posteriori sono più vicini all'arte bizantina. La maggior parte degli affreschi hanno iscrizioni in greco, alcuni in gerogiano e vennero dipinti con il patrocinio dell'Atabek (padre del re) Ivane Zakarian.

Negli affreschi a doppio strato sono rappresentate scene ricavate dall'antico e nuovo testamento e vite di santi tra cui San Gregorio l'Illuminatore. La grande immagine della Vergine con il Bambino della cupola fu gravemente danneggiata e si sono conservate solo alcune parti. In basso la raffigurazione dell'ultima cena. Gesù è rappresentato sia girato a destra che a sinistra, mentre spezza il pane con gli Apostoli. Sono visibili le immagini degli apostoli Pietro, Giovanni, Paolo e degli evangelisti Matteo e Luca.

Sotto la scena dell'ultima cena sono rappresentati altri santi cristiani, tra cui Silvestro, vescovo di Roma, san Giacomo, il fratello di Gesù, san Giovanni Crisostomo, Basilio Magno, Gregorio l'Illuminatore, Clemente, vescovo di Roma, Cipriano di Cartagine, Gregorio il Taumaturgo, Atanas d'Alessandria, Cirillo di Alessandria e Gregorio il Teologo. Gli affreschi sulla parete occidentale rappresentano il Regno dei Cieli. La parete nord raffigura il processo di Gesù davanti al sommo sacerdote Caifa e Ponzio Pilato. Gli archi, le nicchie e le colonne sono inoltre ricoperti di affreschi. Alcuni di questi furono rinnovati nel 1979.

Presenze di uomini celebri
Le iscrizioni dei khachkar vicini testimoniano che nel 1240 il monastero era guidato da un certo Petros (Petre). La personalità di maggior rilievo del monastero fu il traduttore e scriba Simeon di Pghnzahank. Simeon (1188-1255) fu per diversi anni il religioso più noto presso il monastero bizantino; tradusse la letteratura teologica bizantina. Collaborò con un altro armeno di fede calcedonese, Minas Siunakiaz di Trabizonda. Nel 1227 Simeon compose un volume di opere di Gregorio di Nissa. Simeon ha scritto:

“Nell'anno 6735 (1127 del calendario moderno) completai il libro del vescovo Gregorio di Nissa, che era una copia antica e ben conservata, tradotto dal peccatore e indegno pastore Simeon che viveva in Armenia, nei pressi di Lori, presso il monastero S. Astvazazin di Pghnzahank. Il libro fu tradotto durante il regno dell'Atabek Ivane, il fondatore del monastero, che Dio conceda lunga vita a lui e ai suoi figli”.

La data moderna deriva dalla differenza tra la data dell'eterno calendario armeno (6735) e quello bizantino calcedonese (5508), ognuna delle quali conta il tempo in modo diverso dalla nascita di Adamo.

Simeon tradusse dal georgiano in armeno anche “Gli Elementi di Teologia” di Proclo Diadochos, “La Fonte della Sapienza” di Giovanni Damasceno, “La Scala del Paradiso” di Giovanni di Sinai, “Storia di Georgia” (Kartlis Tskhovreba) e “L'innario dei greci”.

Il famoso regista armeno del 20˚ secolo, Serghei Parajanov, ha girato due episodi del suo film “Il colore del Melograno” nel monastero di Akhtala.


Testo originale a cura del Comitato Nazionale d`Armenia del Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti (ICOMOS) e la Santa Sede di Echmiazin.