Scavi di Erebuni

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Scavi di Erebuni 9: Piano

Piano

La cittadella fu strategicamente posizionata sulla cima della collina di Arin Berd, protetta da mura spesse che in prossimità dell'entrata principale erano composte di tre strati. Dai loro punti di osservazione i difensori potevano vedere tutte le strade che portavano alla città- fortezza, ai monti Ararat e Aragaz, l'intera Valle dell' Ararat e Teishebaini (Karmir Blur). I bastioni, 10-12 metri di altezza, insieme ad altre parti della cittadella furono costruiti con una varietà di materiali, tra cui basalto, tufo, legno e mattoni.

La cittadella è composta di tre parti principali: il palazzo (7, 8), strutture di culto (4, 4 a, 4 b) (9, 9a, 9b) e locali di servizio (12-15).

Arghishti costruì qui un grande palazzo, la più grande struttura nella cittadella, con un numero di sale spaziose, due cortili su cui si aprono stanze interne, il tempio di Susi (9), il tempio di Khaldi (4) con una sala colonnata (4a) e gli ziggurat adiacenti (4b), locali di servizio (12), granai (14) e cantine (15). Altre strutture circondano la piazza centrale (5).

Le pareti interne del palazzo e del tempio di Khaldi erano riccamente decorate con affreschi e dipinti murali di contenuto religioso e profano.

I manufatti trovati nella cittadella includono 23 iscrizioni cuneiformi incise su pietre di basalto e sui basamenti dei pilastri. Sono esposti nel museo, ma alcune iscrizioni si possono ancora trovare nei loro luoghi originari. Una delle iscrizioni (7) recita:

"Con la grandezza di Khaldi, Arghishti, figlio di Menua, costruì questo splendido palazzo".

Nelle incisioni è indicata la posizione di Erebuni come un'importante base militare e una delle residenze del re. Le abitazioni della città sparse alla base della collina non furono tutte analizzate. La maggior parte delle case in fango e mattone sono andate distrutte, mentre il resto si trova sotto i quartieri moderni di Nor Aresh e Vardashen.

Erebuni non è scomparsa, è cambiata ed è rimasta in vita nei secoli fino a diventare la capitale dell'attuale Repubblica d'Armenia. Anche il suo nome è conservato nella radice etimologica in evoluzione: da Erebuni, a Erevuni poi Erivan e, infine, il termine moderno, Yerevan.

 


Testo originale a cura del Museo Storico della Riserva Archeologica di Erebuni e del Consiglio Internazionale dei Monumenti e Siti (ICOMOS/ Armenia).
 

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