Scavi di Erebuni

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Scavi di Erebuni 12: Quartieri e magazzini. Quartiere dei servi (12). Sentinelle e guarnigione (13). Magazzini (14) e cantine (15). Antica birra in Urartu

Quartieri e magazzini

Quartiere dei servi (12)

I servi erano alloggiati nell'area immediatamente adiacente al palazzo in stanze che si aprivano sui cortili. Anche la cucina del palazzo e i laboratori erano aperti su un cortile.

Sentinelle e guarnigione (13)

Simile ai quartieri dei servi, anche questi furono costruiti intorno ad un cortile, nella parte nord-est della cittadella, lungo il muro difensivo. Tra loro figurano cinque stanze simili, riservate alle guardie del palazzo urarteo.

Magazzini (14) e cantine (15)

Le iscrizioni cuneiformi dei re Arghishti I e Sardur II ci dicono che la cittadella di Erebuni veniva periodicamente ampliata e ristrutturata, aggiungendo nuove aree nel palazzo e nei quartieri di servizio, tra questi i grandi magazzini, granai (14) e cantine (15).

L'impero di Urartu e la sua espansione fu dovuta in gran parte alla capacità organizzativa. Come altri imperi schiavistici del Vicino Oriente,poteva contare su un inventario sofisticato e sulla capacità di immagazzinare grandi quantità di cibi e bevande per lunghi periodi di tempo.

Un'iscrizione attribuita al re assiro Sargon II cita i magazzini delle fortezze urartee. In particolare, l'iscrizione, che porta la data del 714 a. C., coincidente con la sua vittoriosa campagna nel regno urarteo, fa riferimento al suo esercito che, devastando villaggi e città-fortezza trovò "magazzini pieni" con "quantità incommensurabili di orzo" e "vino aromatico che scorreva come un fiume".

I recipienti di stoccaggio di Erebuni includono enormi vasi conici di argilla con bocca e labbra, decorati con trafori e triangoli intagliati. I vasi avevano piccoli e cuneiformi segni geroglifici sul fianco vicino alla parte superiore che mostrava quanto poteva essere stoccato all'interno.

Le unità di misura per liquidi erano "akark" (pari a 240-250 litri) e "terus" (22-24 litri). I recipienti trovati a Erebuni arrivano fino a 750-1500 litri di liquido. La capacità del granaio fu misurata in "kapi",termine menzionato in numerose iscrizioni sui beni di famiglia.

Oltre al grano e al vino, venivano conservati altri prodotti nei vasi di argilla di diverse dimensioni, tra cui la birra.

Antica birra in Urartu

Recipienti oblunghi per la conservazione della birra furono rinvenuti anche nella fortezza di Teishebaini a Karmir Blur e sono di particolare interesse. Ci sono stati diversi storici testimoni oculari dell'esistenza della birra nell' altopiano armeno, tra i quali il guerriero e storico greco Senofonte del 5° secolo a. C. che nell'."'Anabasi” ha descritto il "vino d'orzo", utilizzato durante la marcia dell'esercito greco attraverso gli altipiani armeni

"All'interno c'erano botteghe di frumento, di orzo e di verdure, e il vino ottenuto dall' orzo in ciotole di grandi dimensioni. I grani di malto e d'orzo giacevano galleggian­ti nella bevanda fino al bordo del recipiente, che conteneva canne lunghe e canne corte. Per bere si doveva prendere una di queste in bocca e succhiare il liquido. La bevanda, senza aggiunta di acqua era molto forte, e di un sapore delizioso per certi palati, ma al gusto ci si doveva abituare...".

 

 

Testo originale a cura del Museo Storico della Riserva Archeologica di Erebuni e del Consiglio Internazionale dei Monumenti e Siti (ICOMOS/ Armenia).
 

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