Museo di Erebuni

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Museo di Erebuni Sala 1a:

Alcune iscrizioni cuneiformi testimoniano che la costruzione dei canali e dei laghi artificiali era una delle scelte strategiche della politica economica del Regno di Van. Fu soprattutto il re urarteo Menua che per la costruzione del grandioso canale, capace di portare acqua per bere e per irrigare dal fiume Khoshab alla capitale Tushpa-Van, formò una vasta rete di irrigazione. Il canale di Menua (lunghezza 80 km, larghezza 4.5 m., profondita` 1.5 m.) funziona anche oggi e continua ad assicurare l'irrigazione dei seminati, dei frutteti, dei vigneti di Van e di circa 25 paesi nei dintorni.

Un altro canale funzionante ancora oggi è quello di Umeshin, costruito dal re Urartu Russa II nella valle dell'Ararat che inizia dal fiume Ildaruni (oggi Hrazdan) e corre in parallelo all'autostrada Yerevan-Echmiazin.

 

 

 

 

Una delle precondizioni per lo sviluppo economico del Regno di Urartu era l'irrigazione; per questo motivo nel Regno di Urartu erano sviluppati l'agricoltura, l'allevamento, il giardinaggio, la viticoltura ecc.

Gli urartei coltivavano grano, orzo, miglio, canapa, lenticchie, ceci e sesamo dal quale ricavavano l'olio. Durante gli scavi di Karmir Blur (Teyshebaini VII sec. a. C.) furono trovati i resti carbonizzati di questi prodotti. Il grano pestato nei mortai di basalto con attrezzi speciali veniva ridotto in farina con una macina di pietra rettangolare a forma di barca. Le riserve di grano venivano accumulate nei granai la cui capacità era misurata in migliaia di “kapi” (entità di misura). Per esempio la capacità del granaio di Teyshebaini era di circa 750 tonnellate.


Anche il re assiro Sargon II registra la presenza di ricchi granai nelle fortezze di Urartu. Nel 714 a. C., durante le incursioni contro il Regno Urartu, trovò dappertutto, “granai pieni”, “orzo in grande quantità ”, “vino aromatico che scorreva a fiumi.”

Uno dei grandi centri agricoli di Urartu era la terra di Asa (la piana dell'Ararat). Sono degni di nota i granai di Arghishtikhinili (Armavir), Teyshebaini (Karmir Blur), Erebuni.

 

 

 

 

 

L'agricoltura e l'allevamento erano il motore economico principale degli abitanti di Urartu. Numerosi reperti lo testimoniano: resti di ossa di pecore, di maiali, di capre, di bovini e altri animali domestici; resti di ossa di stambecco e di lepri, collane di osso, resti di manufatti di lana e residui di cibo nelle ciotole. Ne parlano anche le iscrizioni cuneiformi urartee e assire di carattere religioso e militare. Gli urartei si occupavano anche di caccia. Le scene che descrivono la caccia sono ben conservate negli affreschi della roccaforte di Erebuni e sulle cinture di bronzo trovate in una tomba sulla cima della collina di Arin Berd.
 

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