Museo di Erebuni

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Museo di Erebuni Sala 1b:

La richiesta di cavalli da traino per la cavalleria e i carri da guerra costrinse lo Stato a sostenere lo sviluppo dell'allevamento di cavalli, in particolare in alcune regioni della riva orientale del lago di Urmia. Ulduri-Etuini, (oggi bacino del lago Sevan nell'Armenia moderna) era il più grande centro di allevamento di bestiame e di equini. Fu in queste valli montane che il re urarteo Sarduri II durante la sua campagna militare confiscò 214.000 pecore e capre, 40.353 bovini e 3.500 cavalli.

C'è un'iscrizione importante del re Menua, trovata a Van, che ricorda una competizione equestre nella quale il re, che montava il suo cavallo Arzibibi (arziv in armeno significa aquila), aveva saltato 22 kangun (circa 11,4 m).

 

 

 

 

Nel Regno di Urartu erano sviluppate la frutticoltura, l'orticoltura e soprattutto la viticoltura. A testimonianza di ciò, la scoperta a Karmir Blur di semi, fossili e noccioli, resti carbonizzati di prugne, uva, melograni, mele, albicocche ciliege, noci e angurie. La viticoltura era sviluppata soprattutto nella regione di Van, nella valle di Arazani e presso il lago di Urmia, sulle rive del fiume Tigri e nella valle dell'Ararat. Più di una dozzina di varietà d'uva sono ancora coltivate nella Valle dell'Ararat; alcune tra queste, come la Voskehat (Kharji), la Mskhali (Ararat), l' Hachabash ed altre varietà di uva nera, venivano coltivate anche nel periodo urarteo. La viticoltura e la produzione di vino praticate fino ad oggi dagli abitanti dell'altopiano armeno, alimentano la convinzione che gli armeni siano i discendenti diretti degli abitanti dell'antico Regno di Urartu (il regno di Van).

 

 

 

 

 


La viticoltura è inevitabilmente legata alla produzione del vino e gli urartei erano assai esperti in materia. Essi conservavano il vino in enormi giare semi interrate sulle quali erano incisi geroglifici e scritture cuneiformi per indicare le quantità. Le incisioni cuneiformi trasmettono informazioni sulle unità di misura in uso nel regno di Urartu: “akarki” (240 litri) e “terus” (1/10 o 1/9 di akarki). La capacità media delle giare scoperte durante gli scavi va da 750 a 1.500 litri. La capacità totale di otto cantine di vino scoperte a Teyshebaini (Karmir Blur) ammonta a più di 400.000 litri. Oltre al vino si conservava anche l'olio, la farina, il grano.

 

 

 


Gli urartei erano anche esperti nella preparazione della birra. Lo testimonia la fabbrica di birra scoperta durante gli scavi archeologici di Karmir Blur nel 1958: furono trovati un grande bacino di tufo per mettere a mollo l'orzo o il miglio, le canalizzazioni per il deflusso dell'acqua e più di quaranta vasi oblunghi per la conservazione della birra. Alcuni storici testimoniano dell'esistenza della produzione di birra nell'altopiano armeno; tra questi Senofonte che descrive la birra bevuta in Armenia:

“C'erano botteghe con orzo, grano e verdure, e del vino fatto con l'orzo, in grandi ciotole sulla cui superficie galleggiavano i granelli d'orzo. C'erano anche grandi e piccole cannucce senza giunture. Quando qualcuno era assetato doveva mettere l'estremità della cannuccia in bocca e succhiare. E se non veniva mescolata con l'acqua, quella bevanda era molto forte e con un profumo delizioso per certi palati; ma ci si doveva abituare al gusto”.
 

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