Garni

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Garni Introduzione 2: Garni. Il complesso architettonico

Garni

La fortezza di Garni insieme al palazzo eretto successivamente nel I secolo d.C., è tra i monumenti più celebri dell'epoca antica armena, che si trova in un splendido paesaggio sul terreno triangolare che sorge dalla gola del fiume Asat. Questo complesso architettonico ha una protezione naturale da due lati: dalle rocce aguzze che scendono di circa 100 metri e sono collegati alle mura naturali di 180 metri.

Le sue origini precise non sono chiare, ma durante gli scavi archeologici sono stati trovati manufatti risalenti all'Età Poleolitica, mentre le mura originali risalgono all'Età del Bronzo e del Ferro. Durante il periodo urarteo (8˚-6˚ secolo a.C.) furono rinforzate le mura e fu eretto il tempio - la base per la costruzione successiva del 1˚ secolo.

Il complesso architettonico odierno risale al 4˚ secolo a.C., quando Alessandro Magno invase la Persia, e portò per la prima volta la cultura ellenistica in Armenia. Alcune delle mura esterne e le fondamenta appartengono proprio a questo periodo, le costruzioni più importanti, però quali il tempio di Mitra e le terme della corte, furono erette 500 anni dopo - all'epoca del re Trdat I Arshakuni.

A quell'epoca i romani conducevano una guerra di lunga durata con i parti per il controllo nel Vicino Oriente e usarono l'Armenia come campo di battaglia. Ciascuno dei due imperi imponeva o abbatteva il re nemico, finché Trdat I spodestò il protetto romano nel 54. I romani risposero con l'invasione dell'Armenia nel 57, distruggendo la capitale Artashat nel 58. I romani erano pronti ad annettere l'Armenia all'impero, ma il loro esercito fu circondato e sconfitto dalle truppe di Trdat Kharput nel 62. Sotto la pressione dei parti Trdat chiese la pace ai romani, ponendo la propria corona ai piedi dell'effigie di Nerone, promettendo che l'imperatore gliela avrebbe restituita a Roma. Trdat arrivò a Roma e ricevette la corona da Nerone mettendosi in ginocchio e dicendo:

“Signore... Sono venuto da te, mio dio, per venerarti come venero Mitra. Che sia mia la sorte che hai scelto per me, perché tu sei la mia fortuna e il mio destino.” (Diod. Sic., LXII; vol. VIII).

Plinio il Vecchio dice che il re armeno insegnò a Nerone alcuni riti, e proprio in quell'epoca fu introdotto nel pantheon romano il culto di Mitra. Nerone diede a Trdat due milioni di sesterzi e ingegneri romani per la ricostruzione della capitale che chiamò Neroneia in suo onore. Nello stesso tempo Trdat commissionò un tempio dedicato a Mitra a Garni verso l'anno 66. Dopo le invasioni di tribù nordiche il tempio fu restaurato e allargato verso l'anno 72. In più Trdat costruì anche un palazzo per la sorella Khosrovadukht, dove lasciò un'epigrafe su pietra in greco, nella quale chiamò se stesso “sole” (helios) e ”supremo reggente della Grande Armenia”.


Il complesso architettonico

Il complesso comprende le mura, la guarnigione e l'area per i servi. Il tempio di Mitra e il palazzo estivo, che risalgono al 1˚ secolo, e le terme romane che risalgono al 3˚ secolo.
 

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