Garni

Tornare alla Pagina Principale


Garni 6: Il Tempio di Mitra

Il Tempio di Mitra

Il Tempio è sito nella parte meridionale del territorio del complesso ed è l'unico modello dell’architettura greca antica conservato sul territorio armeno. L'edificio attuale è ricostruito sul tempio originale distrutto con le mura della fortezza dal terremoto nel 1679. La ricostruzione è iniziata nel 1949.

Il tempio è eretto in onore del Dio Mitra, famoso nel Medio Oriente, il cui culto è penetrato in seguito in Grecia Antica e a Roma, e che diventò il protettore di Roma nel periodo della decadenza dell'Impero fino all'inizio della diffusione del Cristianesimo. Il nome “Mitra” è sinonimo della parola greca “Helios” che significa sole o dio del Sole, così come è l'interpretazione della divinità vedica “Mitra” e della divinità persiana “Mikhr” (“Mekhr”). Secondo la leggenda il culto del dio Mitra è nato in India, e più tardi, nelle epoche del bronzo e del ferro, sotto forma di zoroastrismo si diffuse in Persia e in Armenia. Nel 4˚ secolo a. C. fu portato in Grecia dai soldati dell'esercito di Alessandro il Macedone dove la sua forma manichea fu incorporata nella concezione greca del dio Helios. Durante il 1˚ secolo i legionari romani che veneravano il dio Helios trovarono nei territori armeno e persiano la sua versione antica e al loro ritorno a Roma portarono l'immagine del dio igneo nell'Impero Romano dove rinacque il suo culto.

In queste località esistevano templi pagani anche nei tempi più antichi. Questo tempio fu eretto al posto del tempio di Urartù le cui fondamenta avevano le stesse dimensioni del tempio di Sushi a Erebuni (5.05m X 7.98m) e lo stesso orientamento lungo l'asso settentrionale-meridionale. Questa ubicazione contrastava la direzione generalmente riconosciuta del tempo lungo l'asso orientale-occidentale che successivamente influenzò direttamente la posizione dell'altare verso oriente dei templi cristiani.

Il tempio ha una forma greco-romana (peripteros) dell'interno in stile ionico posto su un podio con un'altezza di 3 metri. Nella parte settentrionale del tempio una scala di 8 metri con nove gradini porta al sacrario interno. Sulla facciata dell'edificio accanto all'ingresso del sacrario, tra le iscrizioni ed i bassorilievi c'è un'iscrizione in arabo comunicante la conquista della fortezza e la trasformazione del tempio in moschea. Sul perimetro del tempio, attorno al sacrario è eretto un colonnato con 24 colonne (6 colonne nella parte anteriore e posteriore del tempio e 8 – nei lati) con capitelli magistralmente elaborati.

L'incisione fine degli ornamenti sull'edificio del tempio che frequentemente è impossibile dividere dai suoi componenti architettonici è un motivo sufficiente per considerarlo uno dei migliori periodi dello stile greco-romano, simili ai templi a Nimes, di Minerva Medica a Roma, di Apollone a Sagalas, di Mitra a Kremen e di Asklepia a Pergama.
 

Share |