Garni

Tornare alla Pagina Principale


Garni 9: Il palazzo estivo. La scrittura cuneiforme di Argishti I

Il palazzo estivo

Le fondamenta adiacenti alla chiesa appartengono al Palazzo Estivo. La costruzione a due piani di 15x40m si trova al dirupo della gola. Chiamato "Casa del fresco" nelle cronache armene, il palazzo aveva portici lunghi ai due lati e fu costruito per far entrare brezze fresche soffiando dalla Gola di Garni. Nel palazzo veniva usato il sistema naturale del "condizionamento d'aria" coi drappeggi umidi appesi nei portici aperti cui l'insufflazione raffreddava le stanze interne. È stata inoltre usata la forma iniziale dei condizionatori d’area perfezionata dai romani e consistente nei grandi blocchi di ghiaccio portati dalle cime dei monti attraverso i quali si forzava l'area per il raffreddamento delle stanze.

Il palazzo consisteva in un edificio principale ed in altre costruzioni nella parte nord-est del territorio. Negli scavi è stata scoperta la parte sotterranea del complesso, che, separata in due navate strutturate su otto piloni, possibilmente veniva usata per l'uso domestico e per la conservazione del vino. I pilastri dei muri esterni sostenevano gli archi che unificandosi coi piloni formavano il solaio a volte. Si presume che la sala principale si trovasse di sopra, ed i locali di abitazione si trovavano nella parte Nord dell'edificio. Il palazzo, così come l'edificio del bagno, erano costruiti coi blocchi asimmetrici di pietra consolidati con calce.

L'edificio aveva una copertura di legno poggiante su colonne di legno interne con basi di pietra. Evidentemente c'erano anche capitelli di legno, ma non trovati. Nell'insieme della sua architettura il palazzo di Garni assomiglia ad altri palazzi della regione, in particolare, alle sale a colonne a Baghineti, vicine a Mtskhet in Georgia.

I resti degli affreschi rosso scuri ricordano i locali di abitazione ed ornamenti imperiali di gran lusso.


La scrittura cuneiforme di Argishti I

Questa grande pietra è una delle scoperte importanti rilevate negli scavi nel 1954. È una scrittura cuneiforme di Urartu del 8˚ secolo a. C. appartenente all'imperatore Arghishti I. L'iscrizione riguarda la conquista del territorio di Garni e l'imprigionamento e la riduzione in schiavitù dei suoi abitanti.


1. Per la grandezza di Khaldi
2. Argisthi dice:
3. "(Io) ho occupato la terra di Giarniani (?) --
4. nella terra (?) del (re) Siluni (?),
5. dalle montagne dei (miei) nemici
6. quando tornai
7. (Io) portai a forza uomini e donne.

Arghishti I è stato il 4˚ imperatore di Urartu e regno’ negli anni 785-763 a. C. Essendo il figlio e il successore dell'imperatore Menua, prosegui’ le conquiste iniziate dai suoi predecessori. Dopo la vittoria sull'Assiria conquisto’ la parte Nord della Siria e l'Impero di Urartu’ divento’ lo stato più potente del Medio Oriente post-hittite. Arghishti estese le frontiere del suo impero anche verso il Nord dal lago Sevan, occupo’ la Valle dell’Ararat ed eresse fortezze ad Erebuni (Yerevan) nel 782 a. C. e ad Arghishtikhinili (Armavir) nel 776 a. C.
 

Share |