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Garni 10: Terme Romane

Terme Romane

Le terme sono situate nella parte settentrionale del quadrato, nell'angolo della parte residenziale e sono inquadrate in una moderna tettoia. La costruzione del 3˚ secolo, formato da blocchi irregolari, comprende cinque stanze, quattro delle quali hanno absidi.

Lo spogliatoio (apoditerium) (1) nella parte orientale è seguito dalla sala dell'acqua fredda (2), dalla stanza fredda (frigidarium) (3), dalla stanza calda (tepidarium) (4), e dalla calda o del vapore (caldarium) (5). Secondo la tradizione le terme romane comprendevano anche un sudatorium (dal latino sudor-sudore) oppure laconicum (dal greco “spartano“), che consisteva in una stanza con caldo secco, situata fuori dal caldarium, a volte in una nicchia.

I costruttori usavano serbatoi per l'acqua e sistemi di riscaldamento molto difusi a Roma, conosciuti come hypocaust. L'aria calda dalla stufa circolava attraverso il passaggio sotterraneo, incorniciato da mattoni di terracotta sotto il pavimento, incorniciato a sua volta da mattoni di terracotta coperti da stucco e tessere di mosaico. Il pavimento era situato su un sostegno di mattoni che prendeva il caldo trasferendolo nelle stanze riscaldate.

Altre terme di questo tipo sono state trovate in Siria e in Asia Minore, in particolare le terme di Mtskheta-Armazi (2˚-3˚ secolo) in Georgia, a Dura-Eurupus e ad Antiochia sulla costa di Orontes (3˚ secolo).

I framenti dell'intonaco colorato che presentano un motivo di due linee, bianca la superiore e rosa quella inferiore, si sono conservate in alcune camere.

I mosaici del pavimento, del 3˚-4˚ secolo, rappresentano forse la parte più impressionante delle terme, l'unico mosaico intatto in Armenia. Sono fatti in pietra di 15 sfumature diverse e rappresentano figure mitologiche. Quella del mosaico principale (2.91 x 3.14 m) rappresenta una scena acquatica con la dea del mare Thetis e altre figure mitologiche messe su uno sfondo verde sbiadito. Le iscrizioni sul mosaico sono in greco, i caratteri frontali, però, che rappresentano pesci, Nereidi, Ichthyocentauri, sono orientali.

Una delle iscrizioni conservate sul pavimento è nel greco della koiné (la forma unitaria di greco che emerge in età ellenistica 300 a.C.)

ΜΗΔΕΝ ΛΑΒΟΝΤΕΣ ΗΡΙΑΣΑΜΕΘΑ ΚΑΝΕΝΑ ΝΕΚΡΟ ΔΕ ΜΑΣ ΕΔΩΣΕ Η ΘΑΛΑΣΣΑ ΟΥΤΕ Ο ΩΚΕΑΝΟΣ (Non abbiamo ricevuto neanche un pesce morto né dal mar, né dall' oceano)

Che può anche essere tradotto “Abbiamo lavorato senza ricompensa”.
 

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