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Ghegard 5: La Chiesa della Madonna (dei Proshian) (5)

La Chiesa della Madonna (dei Proshian) (5)

La chiesa dei Proshian si può raggiungere attraverso sepolcro-ossario dei Proshian. La chiesa, inizialmente, fu scavata negli anni 1215-1225 durante il regno degli Zakarian, poi, secondo la tradizione, su commissione dei Proshian, fu ampliata e abbellita nel 1283 dall'architetto Galzak. Frutto del lavoro di Galzak viene considerato anche la Chiesa Avasan e il gavit (chiostro) superiore (dei Proshian).

La chiesa a forma di croce con la piccola cupola ha tre piccoli vestiboli, due dei quail si trovano ai due lati dell'abside larga e semicircolare, il terzo, invece, è un po' più lontano dalla parete nord. I semisostegni angolari della sala centrale sostengono gli archi, i quali, a loro volta, sostengono il tamburo e la cupola che sono ornati con altorilievi che rappresentano alberi della vita con viti, melograni e con grappoli d'uva, divisi in 12 parti.

Le pareti e i cornicioni della chiesa hanno ornamenti somiglianti: altorilievi, disegni geometrici, sculture simboleggianti il sole.

Alla sinistra dell'altare, sopra l'altorilievo dell'albero della vita e del simbolo del sole, c'e' una croce molto grande ed originale, sotto invece, è rappresentata la testa di Adamo. Agli estremi dei bracci della croce sono scolpite piccole croci che hanno le caratteristiche delle croci Armene. Accanto alla croce sono rappresentati due uomini: uno con la lancia in mano, l'altro invece, suona il corno. Si presume che i due siano i fratelli Proshian, dalla loro posizione si può dedurre che la rappresentazione è da una scena di caccia.

Sulle pareti e sulla parte anteriore all'altare vi sono diversi altorilievi con vari simboli, tra questi troviamo la capra sui gradini dell'altare. L'altare è caratteristico per il fatto che ha soltanto un gradino, mentre sulla parte opposta ci presenta un trono scolpito. La testa del leone che è rappresentato sul trono ci fa pensare che durante le liturgie delle ore lì siedeva un membro della dinastia dei Proshian, perchè la chiesa era la loro cappella.
Le crepe delle pareti sono la conseguenza dei terremoti. Il più disastroso di questi avvenne nel 1679 e distrusse completamente il monastero. Dopo 5 anni questo luogo fu ripulito, e il monastero ricostruito, divenendo la sede estiva del Catholikos.

Le crepe, invece, sono caratteristiche naturali della chiesa, fatte per assorbire le scosse.

Questa grandiosa struttura, con la Chiesa Avasan e con il mausoleo superiore, sono gli esempi più significativi dell'Armenia Medievale. Tutto fatto a mano. Ci sono voluti più di 40 anni per portare a termine queste strutture di pietra massiccia. Tutto ciò suscita grande rispetto, soprattutto è sorprendente il modo di scolpire dell'architetto: dall'alto verso il basso. La complessità del lavoro è imponente, così come la fede con la quale sia l'architetto che gli operai intrapresero questo lavoro colossale.


Testo originale a cura della Santa Sede di Echmiazin.