Haghpat

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Haghpat 2: Centro medievale di manoscritti. “Vangelo di Haghpat”. La Chiesa di Gegrashen (La cappella di Astvazazin) (1)

Centro medievale di manoscritti

Il monastero di Haghpat non solo era un prestigioso centro religioso (la sede episcopale di Gugark si sposto’ da Sanahin ad Haghpat nel 1081 e vi rimase fino a 1836) ma anche centro formativo con la sua biblioteca (deposito dei libri e manoscritti). La biblioteca di Haghpat era molto famosa cosi’ come i suoi manoscritti e le miniature.

Tra gli insegnanti c'erano Grigor Maghistros e il famoso abate Hovhannes Sarkavag (1045-1129). Quest'ultimo godeva dei favori del re georgiano Davit Shinarar. Alcuni dei suoi lavori consistono nell’innovazione del calendario armeno, trattati filosofici, teologici e matematici, ricerche mediche e di scienze naturali, la raccolta di piu' di 50 manoscritti religiosi e filosofici. Nel 1873 uno storico armeno scopri’ una grotta di manoscritti pietrificati, probabilmente e' la stessa grotta dove Hovhannes teneva la sua biblioteca e le sue ricerche. La sua pietra tombale si trova sotto il campanile di Haghpat.

“Vangelo di Haghpat”

Il vangelo di Haghpat composto dai monaci del monastero su richiesta di Sahak Anezi fu illustrato ad Ani dal pittore Margare. Il vangelo di Haghpat e’ conosciuto per le sue illuminazioni e per le miniature di natura secolare insieme a scene religiose. I khoran (immagini composte da colonne ed archi che incorniciano le tavole del canone del vangelo) sono decorati con figure di uomini vestiti con abiti dell’epoca. Di speciale interesse e’ la rappresentazione di figure di uomini vestiti riccamente: uno con una brocca (servitore che porta acqua), l'altro con un legno, con sopra un pesce (Sceranik, il portatore del pesce), un “gussan” (musicista), seduto all'ombra di un albero da frutta.

La sola scena religiosa del vangelo e’ l’illustrazione del”L'entrata di Cristo in Gerusalemme” che e' rappresentato da figure armene vestite riccamente che salutano Cristo seduto su un asino. Nella dedica si dice: §Cristo con i fratelli Sahak ed Arakel che ricevono il Vangelo¦. Sono rappresentati anche immagini della citta', una casa ricca con il suo proprietario.

Il manoscritto fu portato al monastero di Horomos (ad Ani), e nel 1211 fu donato alla chiesa di Argio Arij costruita da Sahak Anezi (o al villaggio di Alajah, nella regione di Shirak). Nel 1223 il vangelo fu comprato da Sarghis d’Arzakh che lo regalo’ al vescovato di Khaceni. Alcuni secoli dopo il manoscritto fu portato ad Arzakh (attuale Karabak), e nel 1920 fu trasferito ad Echmiazin. Attualmente si trova presso il Matenadaran (la biblioteca dei manoscritti) di Yerevan (manoscritto n˚ 6288).

La Chiesa di Gegrashen (La cappella di Astvazazin) (1)

Questa piccola cappella si trova fuori dalle mura del monastero, vicino al parcheggio. Risale al 1195, dopo la costruzione di S. Nshan (S. Croce). La parola §Gegrashen¦ significa §rabbia, ira¦ (dalla parola medievale di “gigyar” che significa milza). Secondo la leggenda, uno degli allievi del monastero di Sanahin, che vi insegnava architettura, costrui’ la piccola cappella in un momento di collera. Sulla facciata ovest ci sono belle croci di pietra, mentre lungo tutto il tratto dell'architrave sono scolpite frasi del Credo.