Haghpat

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Haghpat 7: Il Campanile (10). Lapide di Sayat Nova (11)

Il Campanile (10)

Il campanile di Haghpat, come quello di Sanahin, e' uno dei primi esempi di costruzioni simili in Armenia. Quello di Haghpat e' quello meglio conservato. Fu commissionato dall'abate Hamasasp nel 1245. E' una costruzione di tre piani. Nei primi due si trovano sette nicchie mentre il terzo piano e' formato da una rotonda di colonne. Il primo piano e' a forma di croce, il secondo e' quadrato con nicchie angolari. Il passaggio dal primo al secondo piano e' fatto di archi a forma di trifoglio con sopra un timpano triangolare. La rotonda e' formata di sette colonne che sostengono sette archi coperti da un soffitto a punta.

Lapide di Sayat Nova (11)

Uno dei residenti famosi del monastero di Haghpat fu il cortigiano, poeta, musicista e cantore Sayat Nova (1722-1795). Si dice che sia stato il piu' amato e il piu' famoso menestrello del Caucaso. Sayat Nova, nato come Harutyun (Arutin) Sahakyan, nacque nel villaggio di Sanahin ma crebbe a Tbilisi.

Grazie alle sue poesie e canti, come alle esecuzioni con il “kamancha” (strumento musicale) entra nelle grazie del re georgiano Herakl il 2˚. 

Sayat Nova scriveva bene in armeno, arabo e georgiano. Scrisse piu' di 200 composizioni, anche se si dice che il numero arriva ad alcune migliaia. Nei suoi canti e poesie sono rispecchiate la filosofia e la saggezza armena popolari. Nelle sue composizioni ci sono anche motivi biblici coi quali l'autore integro’ gli elementi armeni classici col dialetto di Tbilisi (con il quale si esprimeva abitualmente). La Canzone dell’Amore e’ una poesia del suo iniziale periodo letterario:

Non mi pentiro' per niente al mondo, perche' sei cara per me,
Una brocca d'oro piena d'acqua immortale sei per me,
Mi siedo perche' tu faccia ombra su di me e mi copra,
Accetta il mio crimine e fai di me quello che vuoi, sei Sultano e Khan per me.

Sayat Nova perse il suo impiego a corte quando si innamoro’ della principessa Anna, sorella del re. Per questo fu costretto a passare il resto della sua vita in esilio, trascorrendo gli ultimi anni nel monastero di Haghpat col nome Ter Stepanos (1768-1795), dal 1768 come prete e poi divenne il sagrestano della chiesa di S. Croce (1778-1795). Nelle opere successive il tema religioso si amalgama con motivi dell'amore perduto e disperato.

Sayat Nova fu ucciso ad Haghpat dai soldati di Agha-Mahmad Khan Khajari che si erano sollevati contro il regno georgiano e che avevano invaso l'Armenia. I canti di Sayat Nova sono stati tramandati sino a noi e si considerano come le perle del canto armeno nazionale.