Artashat Storica

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Artashat Storica 3: I dintorni della città. Le difese. La disposizione

I dintorni della città

L’antica Artashat rivaleggiava con le miglori città dell'impero romano con il suo anfiteatro e la grande entrata ornata con idoli e statue presi dal centro antico religioso di Bagaran. Mantenne il suo status per 600 anni (2˚ s. a.C. – 5˚ s. d.C.) come una delle città eminenti del Medio Oriente. A nord-ovest di Khor Virap sulla collina più alta (70 metri) è la cima sulla quale si trova l'acropoli di Artashat antica ("La gioia di Artashes") dove si trovavano il palazzo e gli edifici amministrativi, la guarnigione militare e l'arsenale. La cittadella aveva una doppia cinta muraria ed era ben protetta.

Il palazzo si trovava sulla cresta della collina, su un pianoro grande (2750 mq), 5 metri sopra la linea della collina. Si tramanda che Annibale abitasse qua durante la visita al re.

Le difese
Circondata da paludi e acquitrini ad ovest, la città fu costruita sulla confluenza di due fiumi, Yeraskh (Arax) e Mezamor, che erano alimentati dai fiumi Hrazdan, Kasakh e Asat a turno. Utilizzati per l'irrigazione le acque crearono scorrendo un canale profondo ad Artashat, costituendo cosi’ una difesa naturale formidabile. Le acque profonde erano a quel tempo navigabili per un lungo tratto del fiume Arax.

Come descritto da Strabone e Tacito, le mura della fortezza di Artashat erano estese per circa 10.000 metri, 5.000 dai quali sono stati scavati. Le mura circondavano la città intera incluso le colline e la città più bassa. Il muro della seconda fortezza nell'acropoli fu urartino, ricostruito usando i principi ellenistici militari della difesa; le torrette d'angolo furono sostituite con torri rotonde di 13-15 metri di diametro. In aggiunta per la difesa della città furono costruiti passi fortificati tra una collina e l’altra obbligando i cittadini a rallentare il loro avvicinamento e smontare per passare; in questo modo si esponevano alle guardie di sopra. Cinque delle porte della città che sono state trovate raggiungevano 1.5 metri di larghezza ognuna con un paio di torri. Tutte le vie dalla città passavano vicino alle mura fornendo una protezione supplementare.

La disposizione
Gli archeologi pensano che al tempo della costruzione di Artashat il fiume Arax in realtà scorresse ad est della città, con canali artificiali ai lati occidentale e meridionale. Se è così, allora il fiume correva disordinatamente lungo la stessa direzione della via nuova che porta al villaggio di Lussarat (sud-est di Khor Virap) dove si unisce ad un canale che ancora serve per l'irrigazione.

Tigran II (140-55 a.C.) e’ conosciuto per aver costruito la città con i prigionieri dalle dodici città ellenistiche. Artashat occupava circa 400 ettari del territorio e al suo apice nel primo e secondo secolo ebbe una popolazione di circa 150.000 rendendola cosi’ una delle città più grandi del mondo antico.

La città era sofisticata in altri modi, con l'acqua corrente, l'eliminazione dei rifiuti e i bagni pubblici. La città riceveva acqua potabile da Vedi, attraverso enormi tubature d'argilla bianca (45x55 cm). L’approvviggionamento d'acqua era abbastanza per una popolazione di 100.000 abitanti. I tubi più piccoli (10 cm) portavano l'acqua ai quartieri superiori della città. Due bagni furono trovati sulla collina 8, un terzo bagno termale vicino al tempio di Tir-Apollo utilizzava l'acqua del fiume Arax.


Questo testo e’stato preparato con il sostegno del Professore Zhores Khachatrian, direttore della Facoltà dell’Archeologia Antica dell’Istituto Archeologico ed Etnografico dell’Accademia delle Scienze della Repubblica dell'Armenia.