Khor Virap

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Khor Virap 2: Artashat (”La gioia di Artashes”)

Artashat (”La gioia di Artashes”)


Le colline di Artashat furono scelte dal fondatore della dinastia Artashissian, Artashes I, come il luogo della nuova capitale armena. La città fu costruita fra 189 e 188 a.C e fu situata sulla penisola formata dalla confluenza dei fiumi Arax e Mezamor. Gli scavi hanno scoperto un'insediamento importante risalente all'inizio dell'Età del Bronzo e una città urartina rinvenuta di recente. Artashat fu costruita su queste rovine. Secondo Plutarco e Strabone, la scelta del luogo e la pianta della città furono attribuiti al generale punico Annibale che sconfitto da Antioco il Grande nella battaglia di Magnesi (190 a.C.) riparo' presso il giovane Artashes:

”E' riportato che il punico Annibale dopo la sconfitta da parte di Antioco, fuggi' da Artaxias, re dell'Armenia, consigliandolo bene in molte situazioni, e osservando i grandi spazi e la bellezza naturale del luogo, allora libero e abbandonato, progetto' un modello di città, e accompagnando Artaxias là glielo mostrò e incoraggiò l'edificazione della citta' il re fu molto contento e desiderando che sorvegliasse direttamente il lavoro, eresse una città grande e maestosa che fu chiamata con il proprio nome e fu eretta come capitale dell'Armenia.” (La vita di Lucullo di Plutarco XXI).

Movses Khorenazi attribuì la fondazione della città esclusivamente al desiderio del nuovo re:

”Artashat si trovava nel luogo dove le acque del fiume Arax e Mezamor si mescolano e contento della posizione della collina, là costruì una città chiamandola Artashat dal suo proprio nome. Il fiume Arax era utile per il trasporto del legname; ed e’ li’ che costrui’ un tempio dove pose gli idoli da Bagaran, inclusa la statua di Artemide. Ma la statua di Apollo fu posta fuori della città vicino alla via destinata stare per il dio del commercio Hermes.

Più tardi quando il re Artavazd successe al trono di suo padre Tigran il Grande (53 a.C.), la cultura ellenistica raggiunse nuovi culmini, incluso il teatro. Si è detto che Artavazd era un esperto nell'arte e componeva tragedie greche. Una delle descrizioni più famose nella storia dell'Armenia accadde durante il suo regno: l'annuncio della sconfitta delle legioni romane da parte delle truppe armene durante lo spettacolo di Euripide ”Le Baccanti” quando la testa e la mano del generale sconfitto Crasso furono mostrate nel momento culminante della tragedia.

Artashat fu la capitale principale del paese per 600 anni, ”Ostann Hayoz” (tribunale e sigillo degli armeni) e sede regale per le dinastie Artashessian e Arshakuni.

Artashat fu occupata nel 58 dalle legioni siriane al comando del generale romano Gnaeus Domitius Corbulo, poi bruciata nel 59. Nel 63 le truppe armene-partene sconfissero l'esercito romano. Dopo la sconfitta l'imperatore ne riconobbe la regola del re Tiridate con una condizione: che Trdat ricevesse la sua corona da Nerone a Roma. Tiridate (63-68) ricostruì Artashat dopo il suo viaggio a Roma. Nel 114, l'imperatore romano Traiano invase l’Armenia e occupò Artashat. Quando l'Armenia si ribellò alla legge romana nel secondo secolo, la città fu distrutta nel 163 dalle truppe condotte da Statius Priscus.

Ricostruita, Artashat rimase il centro principale politico e culturale del regno fino al re Khosrov III (330-338) che mosse la capitale a Dvin nel 335, diminuendo cosi' l'importanza della città. Il re persiano Shapur II (309-379) attaccò l'Armenia nel 368 e distrusse le mura e le strutture di pietra del castello di Artashat bruciando il resto. La città fu ricostruita e rimase centro commerciale di una certa importanza fino alla caduta della dinastia Arshakuni nel 428.

 

Questo testo e' stato preparato con il sostegno del Professore Zhores Khachatrian, direttore della Facoltà dell’Archeologia Antica dell'Istituto Archeologico ed Etnografico dell'Accademia delle Scienze della Repubblica dell'Armenia.