Khor Virap

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Khor Virap 4: I dintorni della città: le colline. La collina 1. Le regioni. Le monete di Artashat. I sigilli

I dintorni della città: le colline


Esistevano due ordini di mura intorno alla cittadella che nei tempi degli attacchi creò una doppia difesa. Le mura erano 2.6-3.5 metri di spessore con il muro interno di 20-25 metri d’altezza con le mura della cittadella che raggiungevano 50-55 metri. I muri sono scomparsi da molti tempi, per lo più per riutilizzare il loro basalto bianco e il marmo nero per costruire la capitale Dvin nel 5˚ secolo. Nella parte terminale nord-occidentale del complesso ci sono muri di mattoni di fango che probabilmente risalgono ad un periodo precedente.


La collina 1

Questa collina si trova nella parte nord-est estrema del complesso che si raggiunge piu’ facilmente prendendo la via settentrionale dal cimitero e dal parcheggio. Essa era protetta da una serie triangolare di mura ed è la parte del progetto meglio conservata, scavata completamente. La collina contiene i resti della cittadella e del palazzo, la piazza, le fondamenta della strada principale, le vie laterali e le fondamenta degli edifici che possono essere viste anche dalle fotografie satellitari prese dallo spazio. Gli edifici includono le strutture residenziali e le officine degli artigiani del ferro. In questa area furono rinvenuti 3.000 lance acute, spade, pugnali, una statua di marmo e frammenti vari, ceramiche, manufatti in vetro, pezzi ornamentali di metallo e altri artefatti.


Le regioni

Le altre colline della città furono adattate per gli usi differenti; la collina 5 era l'area residenziale. Gli scavi hanno rinvenuto tracce di stufe grandi, case residenziali e i resti dell’archivio privato. E` possibile che l'ufficio doganale e la piazza del mercato erano situati in questo quartiere. Le colline 7 e 8 erano abitate da una miscela di cittadini comuni e di ceto medio di Artashat assieme a commercianti: furono scoperti resti di ceramica, calce, lavori in metallo e vetro.

Artashat era famosa per il commercio. La mappa Peutingeriana del 1265 d.C. [Figura 1] illustra come Artashat era in collegamento con l’Iran, la Mesopotamia, le città mediterranee orientali e dell'Asia Minore cosi’ come le città greche sul mare Nero e gli altri centri commerciali greche e del mondo antico.
[Figura 1] Tracciata nel 1265 dal monaco da Colmar, la Tabula Peutingeriana mostrava gli itinerari commerciali del mondo medievale che includeva Artashat (Artaxata) nella parte in alto a sinistra di questo quadro.

Le monete di Artashat

Poiche’ Artashat era un centro commerciale importante gli archeologi hanno trovato monete della dinastia di Artashes nonche’ monete d'oro, d'argento e di rame di altre capitali commerciali. Quelle coniate ad Artashat sono interessanti; su una faccia c'è la rappresentazione di Anahit-Artemis con la corona in forma di torre. La moneta ha l'iscrizione greca, "Artashat la Capitale".

I sigilli

Tanti degli 8.000 sigilli d'argilla trovati ad Artashat datano dal 180 a. C. all'anno 59 e sono stati trovati sulle colline 5˚ e 8˚. Il numero e l'origine dei sigilli mostrano quanto vasto era il commercio ad Artashat; due archivi sono stati trovati assieme a 1035 tipi di sigilli, dai quali circa 30 tipi avevano iscrizioni e monogrammi in aramaico e in greco.

Questo testo e' stato preparato con il sostegno del Professore Zhores Khachatrian, direttore della Facoltà dell’Archeologia Antica dell'Istituto Archeologico ed Etnografico dell'Accademia delle Scienze della Repubblica dell'Armenia.