Matenadaran

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Matenadaran Stand 3: Lato 1. Miniature

Come si creava e si illustrava il manoscritto, un'opera, i cui principali artisti sono il miniatore e lo scrittore? Gli allievi delle scuole monastiche durante il periodo del loro studio imparavano calligrafia, cercavano di fare i primi passi nell'arte di scrivere e conoscevano da vicino le tecniche di preparazione delle tinte, gli inchiostri e le pergamene. Era soprattutto difficile e laboriosa la preparazione della pergamena, per la quale si usava la pelle di vitello o di pecora (agnello). Per il piu' grande manoscritto armeno, Raccolta di omelie di Mush 1202, furono usate 660 pelli di vitello.

Dalla fine del 10˚ secolo con l'uso della pergamena in Armenia venne usata anche la carta (dopo la carta cinese e araba, la carta armena per la sua antichita', e' la terza al mondo), pero' per la pittura era preferibile la pergamena solida e levigata.

Gli strumenti fondamentali per quel tipo di lavoro,venivano creati dagli scrittori e dai miniatori nelle officine speciali. Nei manoscritti sono conservate piu' di 100 ricette necessarie per le tinte da usare nella miniatura. Per quel lavoro venivano usate diverse materie di origine vegetale, animale e anche minerale. I miniatori, soprattutto quando raffiguravano gli evangelisti, vicino ad essi pitturavano anche strumenti di miniatura e scrittura, spesso scrivendo accanto i nomi degli strumenti.

Miniature

1. Entrata in Gerusalemme,
“Raccolta di omelie di Mush”,
artista: Stepanos, anno 1202,
Matenadaran, MS. 7729, pg. 325b
2. Evangelista Matteo (con gli
strumenti di scrittura),
Matenadaran, MS. 7643, pg. 2b
3. L'autoritratto del miniatore Zerun,
Matenadaran, MS. 8772, pg. 15b


Il testo e le immagini sono forniti dall'Istituto Mesrop Mashtoz di antichi manoscritti.
 

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