Via della Seta: Meghri Pokr Tagh

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Via della Seta 11: Meghri-Pokr Tagh. Le arti a Meghri. Karez di Meghri

Meghri – Pokr Tagh

La costruzione di Pokr Tagh e' posteriore a quella del quartiere principale di Meghri, ma e' qui che si trova l'area architettonica piu' antica che costituisce un vero e proprio museo all'aperto di antiche tradizioni e architettura popolare. Le sue strutture furono costruite per il reinsediamento a seguito del trattato del 1639 di Qasr-e Shirin (chiamato anche Trattato di Zunab).

Le stradine di Pokr Tagh conservano le tracce degli abitanti che migliaia di anni fa costruirono e abitarono questa zona. E' da notare la chiesa S. Sarghis (1), una basilica con affreschi del 17˚ ss. che si considerano tra i piu' belli in Amenia.

Le case popolari del Pokr Tagh di Meghri, costruite nella seconda meta' del 19˚ secolo e agli inizi del 20˚ secolo, si caratterizzano per la loro bellezza e specificita' architettonica, che ricordano appartamenti urbani: edifici a due o tre piani, con balconi e finestre con persiane di legno e vetri colorati. Le strade locali a zigzag creano un reticolo di strade e cortili. Per questo motivo sono chiamati “popolari”. Purtroppo Pokr Tagh ormai ha perso le sue caratteristiche. Molti esempi dell'architettura popolare oggi sono distrutte o in corso di demolizione.

Le arti a Meghri

Le arti tradizionali di Meghri sono quasi scomparse. Nell'antichita' qui erano sviluppate l'oreficeria, l'arte del fabbro, l'edilizia, la lavorazione delle pietre, la sartoria, la carpenteria, il settore tessile (lana, cotone, seta), il ricamo e i merletti. Importante era in particolare la produzione di tappeti: quelli di paglia, quelli per le scale (con decorazioni a rombo e con figure di uccelli e di foglie), quelli di Ferahan (quartiere iraniano), i classici (spesso con immagini di draghi) e infine i tappeti a 2 facce.

“Karez” di Meghri

Meghri, spesso, veniva descritta come un'oasi nel cuore del deserto. Il motivo principale della ricca vegetazione e' il sistema singolare d'irrigazione chiamato “karez”. Questo sistema viene menzionato fin dal periodo Urartese ed e' ancora conservato in alcune zone dell'Iran, India, Cina, Armenia. L'origine di “karez” e' egiziana. Il principio e' semplice: sulle colline si scavano pozzi a 8-10 metri di distanza l'uno dall'altro, fino all'ultimo pozzo profondo 2m. Successivamente I pozzo venivano collegati tramite un canale sotterraneo, producendo acqua pulita. Questo sistema che aveva bisogno di una costante manutenzione e che si usava negli ambienti aridi, gradualmente si spense negli anni sovietici quando furono introdotte le pompe meccaniche. Ora stanno lentamente tornando in uso perche' il sistema non richiede energia prodotta da combustibili.

La riscoperta del patrimonio culturale “Pokr Tagh” e il progetto “Karez” e; realizzata dalla ong “Meghri 1” e dalla fondazione “Arevik” (architetto Armine Petrosyan).