Noratus

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Noratus 2: Cimitero di Noratus. La storia dello sviluppo dell'arte del Khachkar

Cimitero di Noratus

Noratus è famoso per il suo cimitero la cui parte più antica comprende quasi 800 khachkar (croce di pietra) scolpiti tra il 9° e il 17° secolo.

Le sculture appartengono alle varie fasi dello sviluppo dell'arte armena, che vengono raggruppate in in tre periodi principali, dai secoli 9°-10°, 11°-12°, 13°-16° .

Il cimitero di Noratus è la seconda area più vasta di khachkar dopo quella di Jugha (Nakhichevan), con i suoi innumerevoli khachkar (circa 2.500), alcuni dei quali si trovano nel cortile di Echmiazin. Dal 1998 al 2005 i khachkar di Jugha sono stati sistematicamente distrutti dall'Azerbaigian. Dopo la distruzione del cimitero di Jugha, Noratus è diventato il primo e più grande museo all'aperto di khachkar al mondo.

La storia dello sviluppo dell'arte del Khachkar

L'arte del khachkar costituisce il contributo più originale del popolo armeno al patrimonio della cultura mondiale. Fondata sull'arte monumetale di antica tradizione, l'arte del khachkar si sviluppò nei primi anni del cristianesimo e raggiunse il suo apice nel medioevo. A Noratus ci sono splendidi esempi di ogni periodo della loro formazione.
Le origini dell'arte del khachkar ci portano al periodo precristiano, quando venivano scolpiti i “vishap” (drago), pietre monumentali di culto a forma di steli collocate vicino alle fonti d'acqua. Esemplari di queste steli furono ritrovate sulle montagne Gheghama, alle pendici del monte Aragaz, nella regione di Vayoz Zor e altrove. Più tardi, i re del periodo Urartu eressero delle steli quadrangolari su piedistalli con iscrizioni e dediche (8°-7° ss. a. C.) che sono considerate gli archetipi dei khachkar. Alcune delle steli più famose si trovano a Zvartnoz (Re Russa II), a Garni (Arghishti) e a Van (attuale Turchia). Steli del periodo ellenistico si ritrovano nei siti di culto pagano e sulle strade che collegano i villaggi.

Dal 4° al 5° secolo, sulle colonne dei piedistalli a gradini, si collocavano steli con croci e ne troviamo in diversi luoghi della zona del monte Aragaz, specialmente a Talin (Aragazotn marz) e ad Artik (Shirak marz). Quando i primi cristiani trasformarono i templi pagani in chiese, spesso vi erigevano croci, simbolo della loro nuova religione. In base alle testimonianze, il fondatore della Chiesa Armena Apostolica, Grigor Lussavorich, eresse croci sul luogo del martirio delle Sante Hripsime e Gayane, sulle strade e nelle piazze cittadine. Secondo la tradizione furono erette croci di legno sull'isola di Sevan, a Sanahin e fino in Georgia.

La sostituzione della pietra al legno si fa risalire al periodo dal 5° al 7° secolo, quando cominciarono ad essere scolpite le “croci alate”. Lo sviluppo posteriore delle “croci alate” e delle steli portarono alla creazione di un nuovo tipo di stele monumentale e allo sviluppo del khachkar, che raggiunse la sua piena espressione nel 9° secolo.

Dal 9° al 10° secolo, quando l'Armenia venne liberata dal dominio arabo, il paese cominciò a rinascere e le città di Ani, Lori, Kars e Van divennero centri di ricchezza e di mecenatismo nel campo artistico. E' in questo periodo che l'arte dei khachkar visse il suo grande sviluppo.


Il testo originale a cura del Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti-Armenia (ICOMOS), approvato dall'Istituto di Archeologia ed Etnografia dell'Accademia delle Scienze.