Noratus

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Noratus 3: Passeggiata nel Cimitero di Noratus. Le pietre tombali del cimitero di Noratus. La passeggiata

Passeggiata nel Cimitero di Noratus

Durante la passeggiata, iniziando da questo pannello fino al pannello 6, ci sono delle postazioni. Ognuna di esse (postazione 1, 2, 3 ecc.) include i numeri delle pietre tombali e delle iscrizioni (A, B, C ecc.). Troverete anche le numerazioni delle postazioni accanto alle pietre all'interno del cimitero.

Le pietre tombali del cimitero di Noratus

In Armenia, la tradizione di collocare pietre tombali, nacque tra il 1° e 2° secolo e, inizialmente, si trattava di pietre piatte rettangolari. Nel medioevo antico (5°-7° secolo) era diffusa la pietra con doppia inclinazione sulla quale spesso venivano scolpiti i memoriali (Dvin, Vagharshapat, Aparan ecc.). Nei secoli successivi la parte inferiore di questo tipo di pietra è scolpita a gradini, mentre quella superiore diventa appuntita.

Nel cimitero di Noratus molto usata è anche la pietra a “culla” con la cima arrotondata o appuntita. Le pietre piatte raffigurano soprattutto le persone. Sono più ricche le pietre a culla, perchè decorate con incisioni di strumenti del mestiere del defunto o episodi della sua vita quotidiana. E' facile individuare il ruolo della persona nella vita: gli agricoltori sono mostrati con gli aratri, i musicisti con gli strumenti musicali, il nobile nell'attività della caccia, ecc. Le piccole pietre tombali in genere sono collocate a ricordo dei bambini.

La passeggiata

Postazione 1: Pietra tombale Gheghama. E' una grande pietra a "culla" con sculture raffinate , dedicata al benefattore Khachatur che nel17° secolo ha portato l'acqua al villaggio. In cima alla pietra sono visibili incisioni di simboli geometrici, sotto i quali sono scolpiti quattro bassorilievi del khachkar, e ognuno di questi ha una grande croce centrale circondata da due piccole croci; queste rappresentano l'Albero della Vita.

Sul lato nord della pietra è scolpita una figura drammatica: un uomo seduto su un cavallo e la briglia è tenuta da un servo. Sopra il servo si nota appena la scultura di un angelo in volo di fronte al cavaliere. A sinistra è scolpita l'immagine più interessante: il simbolo dell'eternità, una coppa di vino, e il bordo di un tonir (giara interrata) con spiedini di khorovaz all'interno. Sopra, non ben visibile, si trova uno dei simboli più antichi e sacri dell'Armenia, un disegno a spirale all'interno di un cerchio, che secondo alcuni simboleggia il sole. A sinistra di questa raffigurazione si scorge la forma di un musicista che seduto suona uno strumento a corda (Saz). La natura ricca e celebrativa delle scene mostra l'onore reso a questa persona che ha dissetato i suoi compaesani. Sul versante settentrionale della pietra tombale si legge una semplice iscrizione di due righe: "Questa Santa Croce intercede per Khachatur. 1655".

Postazione 2: Pietra tombale per un coltivatore. Questa piccola pietra a "culla”, che si trova a circa 30 metri a sud della pietra massiccia di Ghegham, è un altro esempio delle meraviglie che si trovano sulle lapidi del cimitero. La parete sud della pietra raffigura un contadino (anonimo), col suo aratro. Guardando attentamente, sono visibili le figure del contadino e di due buoi che tirano l'aratro. Il contadino è sepolto sotto il khachkar.


Il testo originale è a cura del Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti-Armenia (ICOMOS), approvato dall'Istituto di Archeologia ed Etnografia dell'Accademia delle Scienze.