Noratus

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Noratus 7: I tipi principali di khachkar e le variazioni del disegno. Le iscrizioni sul sistema di tassazione a Noratus

I tipi principali di khachkar e le variazioni del disegno

Ci sono migliaia di variazioni sul disegno base del khachkar che ha subito una evoluzione nella storia, passando da una semplice croce, con uno sfondo altrettanto semplice, ad una pietra elaborata ad intagli delicati, con modelli e simboli vari. Basandosi sulla tradizione pagana, i khachkar presero a prestito i simboli dalla vecchia religione per "battezzarli", vale a dire per farli rinascere alla nuova fede.

Non c'è nessun tipo di khachkar che possa essere considerato il “modello”. Il solo simbolo comune a tutti I khachkar è la croce centrale. In aggiunta possiamo ritrovare le croci supplementari e i simboli attorno alla croce e, più tardi, nella composizione troviamo anche la cornice e il piedestallo.

Spesso la croce veniva scolpita con la forma dell'Albero della Vita, con i rami all'estremità inferiore della croce. Sulla parte superiore della croce venivano scolpiti diversi simboli: baccelli di semi di finocchio, grappoli d'uva o croci che rappresentano la nuova vita (così anche la scena della crocifissione di Cristo). I khachkar del periodo antico possono anche includere il sole e la luna su entrambi i lati superiori della croce. Sui khachkar dell'epoca antica la croce veniva scolpita sulla parte superiore del sole che era uno dei simboli più antichi dell'Armenia. Il disco poteva essere riempito con disegni di foglie, viti o con i simboli dell'eternità (il sole a spirale).

Col passare del tempo, i simboli divennero più elaborati e meno rappresentativi. L'Albero della Vita divenne più carico di simboli, i suoi rami ebbero la forma di mani che stringevano la croce e, nell'ultimo periodo, vennero completamente nascosti con disegni geometrici.

Nel periodo più tardo si svilupparono i khachkar “Amenaprkich” (il Salvatore), che raffiguravano la crocifissione di Cristo. La scena poteva anche includere la Vergine Maria, Giuseppe, gli angeli e diverse figure.

Le iscrizioni sul sistema di tassazione a Noratus

Le iscrizioni di Noratus sono delle fonti importanti per dare una visione della vita e del quotidiano dei protagonisti e della storia del luogo. Tra le più interessanti vi è l'iscrizione a sette righe sulla parete sud della chiesa di Sant'Astvazazin all'interno del villaggio. L'iscrizione riguarda l'esenzione dalle tasse. In questa iscrizione sono utilizzati dei termini amministrativo-fiscali come Miissalum (esente), Chapogh (ragioniere), Chapoghi Hak (tassa del commercialista) e tassa dello Gzir (funzionario del capo del villaggio).

Gli autori dell'iscrizione, lo shahna (esattore, chiamato Sinayi) e demetar (capo del villaggio) dichiarano che per il bene di Zakarian Avag (il figlio del principe Ivane Zakarian) hanno ridotto e abolito le tasse dovute allo Gzir e al contabile.

Vi si afferma inoltre che le autorità concedono allo Gzir e al contabile di Noratus il diritto di utilizzare per uso proprio, un giogo di buoi ciascuno. Questo privilegio era stato dato loro per compensarli della perdita del reddito a seguito della riduzione d'imposte (gli esattori guadagnavano il loro salario prelevando una parte delle tasse raccolte). L'inizio dell'iscrizione allude a questa perdita:

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"Per non pagare le tasse né allo Gzir né al ragioniere".


Il testo originale a cura del Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti-Armenia (ICOMOS), approvato dall'Istituto di Archeologia ed Etnografia dell'Accademia delle Scienze.