Momik: Noravank

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Noravank 7: Sant’Astvazazin ("Burtelashen"), la Tomba di Momik.

Sant’Astvazazin ("Burtelashen"), la Tomba di Momik

Questo edificio a tre piani e' la prima chiesa che si raggiunge entrando nel complesso dall'entrata principale, pero' non e' la chiesa principale. Burtelashen (pronunciato anche Burteghashen, "costruito per Burtel") fu costruita per il principe Burtel (Burtegh) Orbelian che regnava in Syunik agli inizi e meta' del XIV secolo nel 1339.

L'edificio e' ritenuto il capolavoro e l'ultima opera importante dell'artista, scultore e architetto del XIV secolo, Momik, la cui semplice tomba si trova adiacente alla chiesa nella parte sud. La chiesa di Sant’Astvazazin segue la stessa planimetria con il suo analogo contemporaneo decorato da Momik che si trova ad Areni.

Il design di Momik, come altri design di questo tipo, e' simile a quello della Chiesa del Pastore ad Ani (X-XI? secolo) e adotta il design della costruzione di monumenti tombali dei tempi antichi. Il design consiste di tre parti con il pianoterra rettangolare che contiene il sepolcro, e gli altri due piani con una pianta a croce.

Il primo piano e' chiuso ed e' riservato alle tombe familiari decorate con i khachkar intagliati e con i piatti votivi. Negli angoli della volta ci sono quattro piccoli intagli rappresentanti gli evangelisti. Incastrati sul muro ovest ci sono due grandi khachkar; quello a sinistra degli inizi del XIII secolo e`attribuito a Momik. Le scale a mensola sopra l'entrata ovest portano al secondo piano, la cui sala ha un'abside semicircolare al punto est, sopra la quale e' scolpita l'effigie di Cristo affiancato da due angeli e il simbolo dello Spirito Santo, la colomba proprio sopra la finestra orientale.

La cupola e' sostenuta da una rotonda aperta che illumina la sala all'interno, mentre il suo peso relativamente leggero ha permesso ai costruttori di fare la parte superiore della chiesa abbastanza alta. I dettagli della rotonda includono coppie di uccelli sopra ogni capitello esteriore delle dodici colonne di sostegno, ed intagli dei donatori sulle tre colonne alla parte ovest.

La facciata della chiesa ha delle sculture in bassorilievo fatte in pietra. Esse predominano su ogni muro dividendolo con modanature rotonde, archi e croci grandi. Il muro orientale si sporge incorniciando l'emblema araldico della famiglia degli Orbelian in alto (l’acquila che tiene serrata con gli antigli un cervo). I muri nord e sud hanno delle finestre con modanature rotonde che formano un arco sopra le croci grandi e colonne in bassorilievo che attenuano l'effetto prodotto dai muri monolitici inferiori.


Le sculture in bassorilievo del timpano furono eseguite tutte e due da Momik contemporaneamente con la costruzione della chiesa (1339). Il bassorilievo rappresenta la Santa Vergine sul trono con il bambino Cristo sulle ginocchia affiancata dagli arcangeli Gabriel e Michael. Le lettere armene su ogni lato della testa di Maria significano "Mair Astvazazin" o "Madre di Dio". Simile alle altre sculture gotiche di quel periodo la scena combina pose iconiche con verosimili pieghe di abiti e il senso di prospettiva che allora cominciava a svilupparsi. La figura del bambino e' particolarmente espressiva con le mani e le gambe nel movimento.

L'altorilievo rappresenta Cristo che tiene una tavoletta con l'indice destro ed il dito medio allungati in segno di benedizione. E' affiancato da San Petros e San Poghos (Pietro e Paolo). Le lettere armene su ogni lato della testa di Cristo stanno per "Hissus Kristos" (Gesu' Cristo). Le figure nella scena inferiore avanzano dallo sfondo in un modo quasi' tridimensionale, cosi' come nel bassorilievo. Momik perfeziono' il suo mestiere ad un grado che gli permetteva di far aggettare le figure dalla pietra e sperimentarle con la completa separazione delle statue in queste sue ultime opere.

Sopra l'arco del vano della porta, nella cornice superiore, c'e' una iscrizione che dice “Âì âÀ”, che secondo il calendario armeno significa 1339 (788+551), l’anno della consacrazione della chiesa. L’anno 552 e` il primo anno del calendario armeno anche se il calendario fu affermato nel 584. Aggiungiamo 551 perche l’anno 552 ,come il primo anno, e` nel conto.

Testo originale a cura della Santa Sede di Echmiazin.