Momik: Noravank

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Noravank 8: La chiesa di San Karapet. I Khachkar

La chiesa di San Karapet

La piccola chiesa basilica (IX sec.) adiacente al muro sud della chiesa di Stefano e' ancora in rovina. E' la piu' antica struttura del complesso. Secondo lo storico Stepanos Orbelian, la storia di Noravank risale al IV-V secolo quando furono costruite le chiese di San Pokas e San Karapet.

Le rovine includono una piattaforma a tre gradini, tracce dei tre archi che sostenevano la volta a botte e un'anticamera a sud. Costruita in pietra dura, la chiesa era coperta da intonaco e probabilmente aveva degli affreschi, nessuno dei quali si e’ conservato.

Gli archi rimasti sono annessi al muro nord e sono costruiti con tufo multicolore. Gli archi mostrano che la volta era perpendicolare all'abside ad est, una cosa insolita per l'architettura di quel periodo, che, secondo alcuni, indica un’origine piu' antica della chiesa. Comunque, l'uso dell'arco rotondo un tempo riservato maggiormente alle costruzioni non religiose, divenne un tratto distintivo dell'architettura antica medievale delle chiese del Vicino Oriente, bizantine e romane, rendendo gli archi e le volte di San Karapet tipici di una struttura cristiana del suo tempo.

Lo spazio interno era molto piccolo e poteva ospitare non piu' di una dozzina di credenti a un tempo, il che fa pensare che la chiesa era riservata principalmente al clero e funzionava come sepolcro.

San Karapet fondo' un monastero che divenne famoso per le sue opere d'arte; il celebre Vangelo di Echmiadzin del 989 fu creato sul posto quando la chiesa esisteva ancora, e' uno dei pochi manoscritti preservati di quel periodo.

Di fronte alla vecchia chiesa si trovano alcune pietre tombali con un piccolo buco all'estremita'. Il loro significato si spiega in diversi modi: secondo gli uni, i buchi venivano usati per bruciare l'incenso, secondo gli altri le pietre sono probabilmente di natura preistorica.

Su una pietra dedicata a un certo Sarghis c'e' un incisione di un leone disteso. Questo e' un tipo di tomba "medaglia", il leone simboleggiando la bravura dei caduti in battaglia. L'iscrizione dice:

"Qui riposa Sarghis, un leone vittorioso in battaglia, figlio di Palka. Sia ricordato lui nelle mie preghiere.".

I Khachkar
Posti di fronte alla vecchia chiesa ci sono alcuni khachkar (pietra croce) intagliati finemente e frammenti di khachkar del periodo. I khachkar di Noravank includono i capolavori di Momik e dei suoi apprendisti ritenuti tra i migliori intagli armeni del medioevo. Istruito in Kilikia e influenzato dall'arte gotica dell'Europa tramite le Crociate, Momik introdusse plasticità e vita nei suoi intagli revoluzionari per quel tempo. Egli aggiunse nelle sue opere dettagli e motivi adottati dal Vicino Oriente allo stesso tempo alzando le sue figure dalla superficie della pietra in un modo mai visto prima.

I khachkar occupano un posto speciale nella storia d'Armenia, venerati dai pellegrini proprio dall'inizio della loro tradizione perche esprimono il consiglio della salvezza concessa alla gente con la Croce di Cristo . La loro iconografia e' speciale combinando la Croce centrale a volte con l'Albero della Vita e a volte con le forme geometriche. A volte la croce e' raffigurata sopra un simbolo del sole, il piu' antico simbolo di culto nella storia d'Armenia.

Altri khachkar (alcuni dei quali si trovano a Noravank) combinano la croce al centro con intagli di certi santi o martiri i quali, si credeva, portavano intercessazione speciale per quelli che pregavano di fronte alle loro pietre. Essi includono i khachkar dedicati alla Santa Madre di Dio, San Sarghis (Sergio), Ghevorg (Giorgio), Poghos (Paolo), Petros (Pietro), Stepanos (Stefano), Hovhannes (Giovanni) e Grigor (Gregorio).

Testo originale a cura della Santa Sede di Echmiazin.