Momik: Noravank

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Noravank 9: Il Gavit. La scultura inferiore. La scultura superiore (Dio e Adamo). Le pietre tombali esterne. L'interiore del Gavit. Santo Stefano

Il Gavit

Il gavit si trova ad ovest della chiesa principale di Santo Stefano e serviva come ingresso formale della chiesa, dell’accademia, del deposito di manoscritti e del centro per la comunita'. Il primo gavit fu costruito immediatamente dopo la costruzione della chiesa e ricostruito nel 1261 dall'architetto Siranes per il Principe Smbat Orbelian. Dopo il terremoto del 1321 il gavit fu ricostruito probabilmente da Momik che aggiunse un tetto a volta e due dei suoi intagli piu' importanti sul timpano della porta e sull'arco della finestra superiore.

La scultura inferiore

La scultura inferiore rappresenta la Madonna ed il Figlio sullo sfondo intagliato riccamente, con grandi lettere intrecciate con motivi floreali delle foglie, viti e fiori. Due santi guardano fisso le figure centrali le cui pose sono tipiche dell'intaglio medievale delle figure, mentre il ricco ricamo soprattutto della stoffa del trono introduce dei dettagli armeni nel design.

La scultura superiore (Dio e Adamo)

La scultura della finestra superiore e' la creazione unica di Dio, Adamo, Cristo e figure bibliche. Il grande intaglio e' scolpito profondamente, con le figure aggettanti dallo sfondo. A differenza del principio iconografico cristiano con il quale facevano dipinti associativi di Dio (come la mano destra o un raggio di sole), l'autore di questa scultura magnifica (attribuita al master Momik) lo rappresenta come un essere umano, come un uomo con la barba. La scena raffigura Dio con la mano destra alzata sopra una scena di Crocifissione di Cristo crocifisso affiancato dalla Beata Vergine e Giovanni l'Evangelista, e sopra la figura piegata del profeta Daniele.

La mano sinistra di Dio accarezza la testa di Adamo che riceve il respiro di vita dallo Spirito Santo (la Colomba). Per gli armeni del medioevo (la maggior parte dei quali era analfabeta) il significato di questo libro illustrato di pietra era evidente (Dio ha creato la vita a cominciare da Adamo e poi ha donato la vita eterna con il sacrificio di suo figlio) e rappresentato in un modo convincente.

L'intaglio presenta Momik all'altezza della sua forza artistica, si dice che quest'intaglio fu fatto in parte a causa del deterioramento della vista dell'architetto. A differenza della sua prima opera ad Areni e Gladzor queste sculture di rilievo riempiono i suoi timpani con figure e iscrizioni, e la loro interazione crea una tensione ritmica che echeggia attraverso tutto l'edificio.

Le pietre tombali esterne
Fuori del gavit si trovano alcune pietre tombali che coprono la terra. Guardate quelle con dei buchi grandi scavati con cautela; i buchi assomigliano a quelli scoperti sulle pietre verticali dell'eta' del bronzo che possono essere trovate nella regione. Alcune di esse si trovano anche nel gavit e nelle chiese. Le pietre verticali erano a volte trasformati in khachkar e pietre tombali nei secoli posteriori; per il loro uso nei cromlech(luoghi preistorici) e negli osservatori antichi le pietre hanno ottenuto uno status speciale dalle generazioni seguenti, che si sono dimenticati del loro uso originale.

L'interiore del Gavit

Circa tre metri di pareti si sono salvati dal gavit originale. Su di esse ci sono delle iscrizioni intagliate fra il 1232 ed il 1256. L'edificio fu ricostruito nel 1261 dall'architetto Siranes per Smbat Orbelian, sostituendo il tetto di legno con un nuovo tetto di pietra a forma di un'enorme tenda con un'apertura al centro imitando il design dei tetti di legno delle case contadine (il "hazarashen"). Il tetto fu sostituito di nuovo nel 1321.

Unico tra i gavit, esso non ha colonne centrali per sostenere il tetto; i pilastri del muro e le colonne addossate portano l'intero peso degli archi di sostegno. La struttura dipende dallo spessore dei muri ed il sistema dei pilastri per impedire il crollo del tetto, il quale spiega perche' esso crollo' piu tardi in seguito ai terremoti. Le pareti interiori sono ricoperti di khachkar ed intagli. Nell'angolo superiore del nord-est e' scolpita una figura a cavallo che attacca un leone con la sua spada. La figura e' allegorica e rappresenta un principe degli Orbelian.

Santo Stefano

La principale chiesa di Santo Stefano fu costruita per il Principe Liparit Orbelian (1216-1223). Il terremoto ha distrutto la cupola originale e l'edificio e' stato ricostruito almeno due volte.

La chiesa e' cruciforme di cupola con annessi a due piani negli angoli. Le camere del secondo piano venivano usate dai monaci per preghiere, studio e creazione di manoscritti, mentre le camere inferiori si usavano come sepolcri, sagrestie e depositi dei tesori della chiesa.

L'area dell'altare e' decorata con intagli il cui design e' parzialmente influenzato dalla Corte Georgiana che ha sostenuto la liberazione della regione dai Selgiuk con l'aiuto delle forze guidate da Ivane e Zakare Zakarian. Lungo il muro nord si trova la tomba di Stepanos Orbelian costruita dall'architetto medievale Siranes nel 1275.

Testo originale a cura della Santa Sede di Echmiazin.